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Mostra Dal Batik all’Art Nouveau. Il filo che unisce Oriente e Occidente al Mudec di Milano

Mostre a Milano per settore artistico: Pittura, Scultura, Arte Moderna, Arte Contemporanea, Fotografia, Design, Architettura.
Mostra Dal Batik all’Art NouveauDal Batik all’Art Nouveau. Il filo che unisce Oriente e Occidente - Mudec, Museo delle Culture, via Tortona, 56 - Milano

Mostra in corso dal 8 giugno al 26 agosto 2018

Al Mudec di Milano, dopo l'originale mostra sulla pittrice Frida Kahlo, s'inaugura un'esposizione unica e originale che farà conoscere al grande pubblico i batik indonesiani, tessuti preziosi che portano con sè una storia culturare millenaria. Ma la mostra si focalizza soprattutto sulle influenze culturali che questa parte dell'Oriente Asiatico gettò sull'Europa di fine Ottocento quando a Parigi nacque il movimento dell'Art Noveau.

Dal Comunicato Stampa

Il progetto è curato e promosso dall’Associazione Culturale Paths, associazione nata con l’obiettivo di far conoscere al pubblico italiano, con esposizioni e attività culturali, arti e artigianato ancora poco noti o purtroppo dimenticati, sia appartenenti alla tradizione italiana che ad altre tradizioni del mondo, per valorizzarli e ripresentarli, in forma nuova, nella realtà contemporanea.

La mostra è a cura di Giulia Ceschel e Laura Todeschini, già promotrici delle mostre “Dipinti cantati. Le SingingWomen della tradizione indiana” e “Kasuri, intrecci di raffinata pazienza, il colore dell’Oceano” oltre che dedite alla ricerca e valorizzazione di tecniche, manufatti artigianali ed espressioni artistiche, altrimenti destinati all’oblio.

La mostra vuole mettere in evidenza i diversi stimoli culturali e artistici che legarono il mondo europeo ad alcuni paesi asiatici, in particolare all’Isola di Giava in Indonesia, verso la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso, periodo in cui, in Europa, si diffuse il movimento artistico e filosofico dell’Art Nouveau. Un filone culturale intenso e ricco di novità che contaminò le arti visive dall’architettura alle arti applicate e decorative e, in parte, anche nella pittura e scultura, creando così un gran fermento culturale dal quale nacque una “moda” e un gusto nuovo.

L’esposizione, in perfetta coerenza con la mission del Mudec che prevede lo studio e la valorizzazione non solo delle opere e dei manufatti ma anche delle connessioni e delle relazioni tra le diverse culture del mondo, permette di sottolineare gli intensi rapporti di scambio e confronto che caratterizzarono la produzione artigianale europea e indonesiana di fine Ottocento e inizi Novecento. Sarà possibile evidenziare anche le reciproche influenze in un’ottica globale, mettendo così in luce le connessioni che hanno coinvolto Oriente e Occidente e che hanno creato i presupposti per la realizzazione di prestigiosi manufatti. Attraverso l’esposizione di raffinati tessuti, disegni e pattern, la mostra racconterà non solo la storia e la cultura che accompagnano già da secoli le lavorazioni artigianali indonesiane, ma focalizzerà l’attenzione, nello specifico, sui raffinatissimi tessuti batik prodotti nel periodo dell’Art Nouveau.

La parola batik deriva da tik, cioè goccia in malese. Le origini di questa tecnica sono di provenienza controversa, pare sia nata in Cina o in India, ma si è sviluppata sicuramente nell’Isola di Giava in Indonesia dove, da secoli, sono prodotti raffinatissimi esemplari, tutti rigorosamente lavorati a mano. Questi manufatti esprimono, con i disegni e i colori, gli elementi fondanti della cultura e della vita sociale del popolo indonesiano e coniugano, nella loro essenza, le capacità progettuali, l’espressione artistica e le abilità tecnico-manuali di chi li crea. E’ importante sottolineare come la lavorazione del batik fosse legata (e lo è ancora in parte anche oggi) a tradizioni e comportamenti che accompagnavano la vita quotidiana giavanese dalla nascita alla morte, passando per i momenti fondamentali della vita come l’ingresso nell’età adulta, il matrimonio o, ancora, come espressione dello status sociale.

Infine, è importante sottolineare come, ancora una volta parlando di arte, tradizione e costumi, le donne abbiano avuto un ruolo fondamentale per la creazione dell’arte del batik. Infatti le donne, in origine, erano le sole che disegnavano i batik con la cera e solo loro possedevano le ricette per creare i colori delle tinture, ricette che mantenevano segrete e che si tramandavano di generazione in generazione, dalla donna anziana alla più giovane.

La mostra, che sarà inaugurata il 7 giugno, intende attribuire il giusto valore altamente artistico a questi tessuti che, a partire dal 2009, sono stati inseriti nell’elenco degli “Intangible Cultural Heritage” dell’UNESCO*, con l’obiettivo di restituire importanza a manufatti troppo spesso non sufficientemente valorizzati, ma che hanno molto da raccontare e possono accendere nuovi ed interessanti stimoli culturali e creativi, aprendo così nuove frontiere di ricerca nella produzione artistica contemporanea.
*Intangible Cultural Heritage: Patrimonio Culturale Immateriale che comprende le pratiche, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità – così come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati – che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi, gli individui, riconoscono come parte del loro patrimonio culturale.

Orari: martedì, mercoledì e domenica dalle 14.30 alle 19.30. Giovedì e sabato apertura prolungata fino alle 22.30 (ultimo ingresso un'ora prima della chiusura).
Biglietti: intero € 13, ridotto € 11, ridotto speciale 9.
Telefono: +39.02.54917
E-mail: info@mudec.it
Sito web: Mudec

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